Oggi al Festival | Giovedì 5 maggio

La nostra guida per orientarsi in una giornata piena di film, senza dimenticare il tè alle 18 con i nostri ospiti. Per i nostalgici, all'interno della presentazione del Festival della Missione anche la proiezione di tre cortometraggi premiati nelle precedenti edizioni

Eccoci qui già oltre la metà della nostra 31ª edizione, oggi è il settimo giorno e i luoghi in cui incontrarci diventano quattro: l’Auditorium San Fedele, la Cineteca Milano Arlecchino, il Wanted Clan ed eccezionalmente il Teatro Pime, oltre alla programmazione on line su MYmovies.it per chi ci segue in streaming.

Cominciamo col raccontarvi cosa vedremo nella sala che da più tempo ospita il FESCAAAL, ossia l’Auditorium San Fedele. Alle 17 ci sarà una proiezione gratuita in collaborazione con il Naga, l’organizzazione di volontariato per l’assistenza socio-sanitaria e i diritti di cittadini stranieri, rom e sinti di base a Milano, con cui organizziamo tutti gli anni un appuntamento. Prima il lungometraggio di Federico Francioni, Rue Garibaldi, in cui conosciamo un ragazzo e una ragazza appena ventenni che lavorano già da dieci anni, e per quanto vivano non lontano da Parigi, la precarietà delle loro vite non permette di godere la bellezza di una simile capitale. Il regista sarà presente in sala.

Subito dopo proiettiamo The Nightwalk di Adriano Valerio, in cui il protagonista Jarvis è un expat che si trova a vivere a Shangai durante la pandemia di Covid-19 e, molto spaesato, attraversa la città per raggiungere la casa di un amico.

Rue Garibaldi, di Federico Francioni
The Nightwalk di Adriano Valerio

Il secondo slot di film al San Fedele prevede il cortometraggio Qu’importe si les bêtes meurent e il lungometraggio El árbol rojo. Il corto di Sofia Alaoui ci presenta due pastori, padre e figlio, alle prese con animali che si stanno ammalando, in un luogo isolato, in mezzo alla neve, mentre uno strano evento sconvolge la vita della popolazione del loro villaggio. Il film di Joan Gómez Endara racconta invece un viaggio più lungo, attraverso la Colombia, ed è a tutti gli effetti un road movie, in cui un uomo e la sua sorellastra si incontrano per la prima volta. Con loro viaggia anche un giovane barcaiolo che sogna di arrivare in città e diventare campione di pugilato.

Alle 21 inizia l’ultimo appuntamento della giornata in questa sala, con la proiezione del cortometraggio Astel della regista senegalese Ramata-Toulaye Sy, storia di una tredicenne che lavora come pastora. Il corto è seguito da Children of the Mist di Diem Ha Le, con cui ci collegheremo on line per alcune domande. Anche in questo film, ambientato in Vietnam, incontriamo una ragazza di tredici anni che sta per entrare nel mondo degli adulti, ma cercherà di opporsi al cosiddetto “rapimento della sposa”.

Passiamo ora alle proiezioni che ci aspettano alla Cineteca Milano Arlecchino a partire dalle 18.30. Si comincia con il cortometraggio Le départ di Saïd Hamich, candidato ai César, l’equivalente degli Oscar per la Francia. Siamo nel 2004 in Marocco e Adil, undici anni, passa l’estate con gli amici aspettando che il suo idolo, il corridore Hicham El Guerrouj, gareggi alle Olimpiadi. Per alcuni giorni rivedrà il padre e il fratello, tornati dalla Francia, e questo lo segnerà per sempre. Dopo questo corto vedremo Nous, étudiants!, il primo documentario sull’ambiente universitario africano visto da una prospettiva interna e condivisa, quella del regista Rafiki Fariala e dei suoi amici alla Facoltà di Economia.

Le départ, di Saïd Hamich

L’Ora del tè, il tradizionale appuntamento per conversare con registi e amici del FESCAAAL, vede oggi al Wanted Clan i registi Davide Marchesi (America non c’è), Carlo Francisco Manatad (Whether the weather is fine) e Antonio Spanò (Amuka), mentre alle 20.30 ci saranno tre cortometraggi e un lungometraggio selezionati nel nostro Concorso Extr’A. Cn il corto Free Town di Pietro Malegori affrontiamo le conseguenze dei limiti posti alla libera circolazione delle persone attraverso la storia di un uomo e una donna del Ghana, immigrati in Italia, che si scontrano con un carceriere che li tiene in ostaggio in una prigione improvvisata, insieme ad altri.

In Capitan Didier di Margherita Ferri (conosciuta anche per le serie tv Zero e Bang Bang Baby) il protagonista è Didier, un bambino di origine sub-sahariana che ha deciso di costruirsi una barca con i cartoni per la pizza che suo padre porta a casa ogni sera dopo il turno di lavoro come rider.

Anche Ai bambini piace nascondersi di Angela Norelli è un piccolo film ricco di immaginazione, in questo caso quella della regista, la quale utilizzando molto found footage ipotizza un mondo in cui i bambini si siano estinti, oppure siano riuniti in un’ultima tribù nella Foresta amazzonica. L’unica testimonianza dell’infanzia è data appunto da vecchi filmati d’archivio.

La giornata al Wanted si conclude con Un usage de la mer, alle 20:30. Il regista Fabrizio Polpettini restituisce la storia del Mar Mediterraneo attraverso una serie di incontri casuali che ne rivelano le memorie e le tracce.

Un altro appuntamento si svolge alle alla Teatro Pime (via Mosè Bianchi 94, Milano), dove Associazione COE, l’associazione che dà vita al FESCAAAL presenta in anteprima il Festival della Missione (29 settembre – 2 ottobre 2022, info qui), promosso da Fondazione Missio – organismo pastorale della Conferenza Episcopale Italiana – e dalla Conferenza degli Istituti Missionari presenti in Italia. Per l’occasione vengono proiettati gratuitamente tre cortometraggi africani premiati nelle precedenti edizioni del FESCAAAL: Da Yie di Anthony Nti, Machini di Frank Mukunday e Tétshim e This is my Night di Yusuf Noaman.

Buona settima giornata di Festival!

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